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Brand Mob, l’evoluzione commerciale delle Flash Mob

Come viene definito da Wikipedia, un Flash Mob è “un evento che si dissolve nel giro di poco tempo, di un gruppo di persone in uno spazio pubblico, con la finalità comune di mettere in pratica un’azione insolita“. Questa tipologia di azione collettiva, è nata qualche anno fa e nel tempo è diventata una vera e propria moda creando un vero e proprio movimento di persone, che si riuniscono insieme, per creare un qualcosa di unico.

Un flash mob in quanto tale, ha in comune alcune caratteristiche con il processo di creazione di un gruppo, che sono riassunti in questo video di Derek Sivers, dove un i partecipanti comprovano reciprocamente la validità dell’azione intrapresa (per quanto strana possa essere). Le principali caratteristiche di un Flash Mob riuscito (come quello del video sopra), possono essere elencate qui di seguito:

  1. La musica comincia all’improvviso, creando un effetto di stupore e curiosità da parte dei passanti. Questi vengono attratti dalla musica e rallentano per soddisfare il loro bisogno di sapere cosa sta accadendo. Il risultato che si ottiene, è quello di aggregare un grande numero di persone in uno Continue reading
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La Morale nella Pubblicità

Quando vedo una pubblicità vedo più di un messaggio, vedo una serie di idee che si combinano in una storia, portando insieme al messaggio principale, una serie di elementi satellite che ne costituiscono la sostanza ed il senso, portando al destinatario una serie di idee e di sentimenti che ne aiutano la ricezione e la comprensione. Come detto prima, questi “satelliti” hanno il ruolo di aiutare il destinatario a percepire quella serie di emozioni che vogliono essere trasmesse dal messaggio pubblicitario, queste emozioni vengono accese attraverso la presenza di preconcetti gia inseriti all’interno della persona, che attivandosi imprimono al meglio il messaggio desiderato.

Molte volte questi preconcetti sono così presenti all’interno della persona che ne formano una morale, ossia quella condotta di vita che ne crea una linea guida e che viene usata per distinguere ciò che e’ giusto da ciò che e’ sbagliato, e la morale e’ l’elemento che genera all’interno dell’uomo la propria ideologia, ossia quel set di idee necessarie per prendere delle decisioni.

L’ideologia porta le persone a rapportarsi tra di loro ed a creare una comunità, perché si sentono capite e protette dalla stessa ideologia, che guida le persone a loro vicine, l’ideologia e’ qualcosa che va difeso, allo stesso modo nel quale va dimostrato. Nel campo pubblicitario la cosa più importante e’ quella di legare il messaggio ad emozioni positive, ed a valori forti, valori a cui tutti aspiriamo, perché ci fanno migliorare, e mai andare contro a valori sui quali le persone basano la loro morale, perché inconsciamente rapporteranno quel senso di pericolo verso il prodotto stesso, perche lo vedono come status di coloro a cui loro sono contro.

Morality (from the Latin moralities “manner, character, proper behavior”) is a sense of behavioral conduct that differentiates intentions, decisions, and actions between those that are good (or right) and bad (or wrong).

Prendiamo ad esempio la campagna pubblicitaria segnalata sopra, è ricca di diversi riferimenti che l’utente utilizza per creare un senso nel messaggio, gli stessi riferimenti che vengono contrapposti in modo tale che sia difficile da dimenticare e non notare. Come si può vedere, i concetti protagonisti sono presentati in un contesto che li mette in contrapposizione tra di loro, i concetti di peccato, omosessualità, golosità e religione cattolica, concetti che possono portare ad una reazione sul piano morale della persona. Molti possono dire che questa pubblicità è geniale dal punto di vista Advertising, infatti è un messaggio forte, che colpisce ed è ricordato da chi lo vede, quindi il prodotto viene riconosciuto. Ma personalmente dal punto di vista di Marketing e di Immagine, questa campagna possiede dei punti a sfavore del brand. Parte della clientela può essere colpita nella loro morale, e rapportare il sentimento della provocazione ricevuta nel prodotto e nel brand, caricandolo di valori non propri, che possono essere decisivi nella decisione del non-acquisto. Infatti quando si riceve un attacco alla morale, si perde stima nel prodotto, perchè il brand non ha avuto rispetto per la persona e per i suoi valori, quindi per quanto il prodotto possa essere buono, avrà sempre un sapore di provocazione.

Ovviamente dall’altra parte della medaglia non si può negare che questa pagina porti ad una curiosità verso il prodotto, quindi potrebbe portare ad un aumento della clientela potenziale. Quando si crea una campagna si deve stare attenti ai valori che si vogliono trasmettere, e come questi possono essere contro la morale di un segmento del target, in modo che il brand non possa essere caricato con valori non adeguati. Inoltre il consumatore vuole essere sempre rispettato nella sua persona e nelle sue credenze, sopratutto perché non c’è alcun collegamento tra gelato e religione. Il legame usato è quello della salvezza, che si può avere anche se si indulge in qualche cucchiaio in più di gelato in più, azione della quale molte persone si pentono e che viene mentalmente rapportata al peccato, ed il prodotto vuole togliere quel senso di peccato ai consumatori che senza quel concetto morale potrebbero consumare più gelato (smart move) :-)

Disclaimer – questo post ha il solo proposito di analizzare la campagna da un punto di vista di marketing, non ha alcun proposito di fare analisi di carattere morale.

Guerriglia all’italiana

Negli ultimi giorni alcune città italiane, sono state vittime di una campagna di Guerilla Marketing reallizata in grande stile. Le macchine parcheggiate sulle vie principali (e più trafficate) delle più grandi città Italiane, sono state munite nei loro tergicristalli, di un flyer originale e ben fatto, che a prima vista poteva essere il preludio di un’ottima campagna basata sul passaparola.

Questo foglio (vd. foto sotto) simula la pagina strappata di un’agenda, nella quale è appuntato un messaggio molto criptico, dove veniva segnalato un appuntamento con il destino. Il flyer in questione possiede alcune caratteristiche, che ad un occhio attento e visto da un lato Marketing, possono essere molto apprezzate, quali:

  • Data: nel messaggio è segnalato in maniera molto chiara la data dell’evento a cui si fa riferimento. In questo modo l’utente che legge il messaggio è conscio del momento dell’evento, ed è in grado di ricollegare eventuali impegni per quel giorno.
  • Messaggio: il messaggio è molto chiaro, è l’unico appunto che è contenuto all’interno della pagina, indicando ad un livello psicologico che non ci sono altri impegni più importanti da essere segnalati in agenda, inoltre il carattere ed il modo nel quale il messaggio è scritto indica una carta “passione” nel voler essere assolutamente sicuri di non dimenticare l’appuntamento. Altra cosa da considerare è il tipo di parole utilizzate.

Purtroppo anche se l’idea ha un ottimo potenziale, è stato fatto un’errore che ha vanificato tutta quella potenzialità che la poteva rendere unica, creando una falla nelle interazioni psicologiche che quel messaggio poteva far scattare. Uno degli elementi essenziali di un’eccellente campagna pubblicitaria, è di quella di creare all’interno della mente del destinatario, una serie di collegamenti inter-concettuali, che collegandosi tra di loro imprimono maggiormente il messaggio, dare una serie di elementi al destinatario, in modo che l’individuo possa “ragionare” e trovare la soluzione al messaggio che si vuole comunicare.

Riprendendo questo concetto ed applicandolo ad una campagna di guerilla marketing, la campagna deve essere eseguita in più step, in modo da creare: mistero, aspettativa e passaparola. Infatti nella varie fasi della campagna, diverse informazioni devono essere rilasciate, in modo che non si abbia un set di elementi tali da poter essere in grado di arrivare alla soluzione del messaggio. Facendo ciò le persone possono interrogarsi sul perché del messaggio, e non arrivando alla soluzione, cominciano ad interrogarsi ed a condividere il dubbio, creando insieme un set di soluzioni che a loro volta verranno convalidate od invalidate negli step successivi della campagna. Così creando un passaparola e la curiosità, quest’ultima importantissima perché l’essere umano per sua natura non riesce a convivere con un dubbio o con la coscienza di non conoscere, quindi per sua natura tenderà a cercare una soluzione, creando interazioni.

Se volete creare una comunità,
fate in modo che gli utenti costruiscano qualcosa insieme

L’errore commesso da questa campagna è quella di aver dato troppe informazioni, o meglio un elemento che garantiva la soluzione del messaggio… il logo Mediaset. Questo dà un contesto sul dove ricercare le informazioni, creando una curiosità momentanea, data da una soluzione semplice, così semplice da essere dimenticata. Se invece del logo, si fosse inserito un link ad un sito abbinato alla campagna, nel quale venivano date ulteriori informazioni che sarebbero servite a costruire quella serie di collegamenti necessari a raggiungere la soluzione, la campagna avrebbe avuto un “sapore” diverso.

La guerrilla è come un Puzzle, elargisce pian piano degli elementi che servono per scoprire il messaggio, creare “expectation” tra gli utenti e creare collegamenti, quando gli elementi si sommano le persone creano sensi e teorie, in questo caso Mediaset ha mancato il bersaglio. Il flyer fatto così è inutile sia come guerrilla potenziale sia come campagna normale, perché non dice quale è il programma da vedere od il canale da vedere. Ad ogni modo il programma è “The Event“.