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Microsoft si Estende su Nuovi Mercati con KINECT

Quando un nuovo prodotto viene lanciato, questo viene inserito in una strategia mirata a raggiungere un determinato target, agendo all’interno di specifici mercati di riferimento. Questa viene realizzata pensando agli usi ed alle esperienze che gli utenti potrebbero avere, utilizzando quel prodotto/servizio ed in che modo potrebbero esprimersi.

Spesso però queste strategie devono essere rivalutate e riorganizzate, in quanto alcune volte gli utenti trovano degli usi alternativi per il prodotto, dando la possibilità all’azienda la possibilità di espandersi in mercati diversi (precedentemente nemmeno considerati). Questa riflessione però si può applicare solamente in parte, se consideriamo quello che Microsoft è riuscita a realizzare con KINECT.

Microsoft quando ha rilasciato KINECT, l’ha lanciata abbinandola (concettualmente e tecnologicamente) alla sua consolle XBox, principalmente per per competere con Nintendo (Wii) e Sony (PS3), cercando di diffondere il concetto “il controller non è più necessario”. Dopo aver investito molto (in marketing e pubblicità) su questa tecnologia così da inserirla nella società, Microsoft ha annunciato il rilascio di un SDK per Kinect, così da dare la possibilità a sviluppatori ed imprenditori di sviluppare applicazioni fuori da XBox, e permettere l’utilizzo della loro tecnologia nel mondo reale.

Microsoft con un semplice video ha fatto capire agli utenti, quali possano essere le applicazioni del suo controller e quali i suoi usi alternativi. Così facendo sono riusciti ad inserire un’idea della mente degli utenti, che hanno cominciato a pensare a nuove possibilità di utilizzo di questa tecnologia nei loro campi, aiutando inconsciamente KINECT ad entrare in nuovi mercati.

Pensando al futuro, si potrebbe pensare che tastiera e mouse possano diventare obsoleti, dove potrebbero ottenere un monopolio virtuale, dove potrebbero concedere la licenza ad altre compagnie, per creare periferiche simili e compatibili. Pensando al presente: “l’utente non sa, finché non capisce“.

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Rilasciate le nuove Branded Pages su Google+

Google, con Google+, ha dato la possibilità alle persone di connettersi tra di loro, condividendo le proprie passioni ed i propri interessi. Da poco sono state rilasciate le Branded Pages, ossia i profili dedicati alle aziende ed ai Brand, permettendo agli stessi utenti, di creare delle relazioni con quello che li identifica e sentono vicini a loro, come ad esempio Aziende e Prodotti.
Similmente a come succede per le pagine personali, gli utenti saranno in grado di inserire questi brand nei loro circoli, interagire con loro e sfogliare i media disponibili nel profilo, garantendo allo stesso tempo alle Aziende la possibilità di aumentare il loro bacino di utenza.

Questa novità sarà in grado di portare nuove opportunità di branding e di interazione, sia nel breve che nel lungo termine. Questo nuovo canale consiste in un’incredibile trampolino di lancio per eventuali attività di Branding, dove potranno essere attuate e rese fruibili più facilmente eventuali strategie di Storytelling, creando così un flusso dove media ed informazioni possono essere condivise in modo più semplice e veloce, dando la possibilità alle aziende di poter creare una relazione con il pubblico e mantenere una community vera e propria.

Da un punto di vista SEO invece, questo canale potrà dare ai motori di ricerca, numerosi dati oggettivi che in futuro potrebbero influire le SERP. Ad esempio il numero dei follower di un profilo aziendale o dei commenti di alcuni post o media collegati, potrebbero influire il ranking di un sito o di ogni sua singola pagina. In seconda istanza, il nome dei circoli dove i brand verranno inseriti, potranno essere analizzati attraverso un processo di linguistica computazionale ed utilizzati per definire eventuali keyword e tassonomie da associare al dominio all’interno di una query di ricerca.

A mio avviso, queste nuove pagine possono generare ottime opportunità per tutti coloro che vogliono trovare nuovi canali, per interagire con la propria tribù. Quindi le aziende devono prepararsi a conoscere bene questo mezzo canale ed imparare a comunicare ed a condividere.

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